Storie su Chiara

La storia di una marmocchia raccontata da mamma e papà

 

L’uccellino Gino Settembre 9, 2010

Filed under: Favole — Barbara @ 3:40 pm
 

2 Comments for this post

 
Marilena Saccani Says:

Ciao piccolina, anzi no, non tanto piccolina. Dalla bellissima foto che ho ricevuto del tuo ingresso alla scuola materna direi che ora sei proprio grande! Per tutti noi però credo che rimarrai ancora per tanto tempo la nostra “piccolina”, non ti dispiace vero?
Adesso vorrei fare i miei complimenti a Mamma per le sue favole, le trovo simpatiche e carine, penso che un domani quando ne avrà raccolte parecchie, potrà scrivere un libretto per bambini e così, oltre che divertire i bambini, potrà unire l’utile al dilettevole!!
Sai che domani vedrò il tuo Papà a Roma? Sì, infatti vado a trovare Nonno Cesare che, forse Mamma te lo ha detto, non stà troppo bene.
Ti abbraccio con tutto il mio affetto e ti mando tanti bacini. Zia Marilena

 
stefi Says:

ciao Saretta, ho curiosato nel tuo sito, spero che non ti dispiaccia! Ho letto che hai la cameretta nuova .. di tanti colori , mi sembra una cameretta dentro l’arcobaleno, sei proprio fortunata !!!!
Ti invio una storiella divertente tratta dalle “Favole al telefono” di Rodari
Il palazzo di gelato
di Gianni Rodari
Una volta, a Bologna, fecero un palazzo di gelato proprio sulla Piazza Maggiore, e i bambini venivano di lontano a dargli una leccatina.
Il tettto era di panna montanta, il fumo dei comignoli di zucchero filato, i comignoli di frutta candita. Tutto il resto era di gelato: le porte di gelato, i muri di gelato, i mobili di gelato.
Un bambino piccolissimo si era attaccato a un tavolo e gli leccò le zampe una per una, fin che il tavolo gli crollò addosso con tutti i piatti, e i piatti erano di gelato al cioccolato, il più buono.
Una guardia del Comune, a un certo punto, si accorse che una finestra si scioglieva. I vetri erano di gelato alla fragola, e si squagliavano in rivoletti rosa.”Presto”, gridò la guardia, “più presto ancora!”
E giù tutti a leccare più presto, per non lasciar andare perduta una sola goccia di quel capolavoro.
“Una poltrona!” implorava una vecchiettina, che non riusciva a farsi largo tra la folla, “una poltrona per una povera vecchia. Chi me la porta? Coi braccioli, se è possibile”.
Un generoso pompiere corse a prenderle una poltrona di gelato alla crema e pistacchio, e la povera vecchietta, tutta beata, cominciò a leccarla proprio dai braccioli.Fu un gran giorno, quello, e per ordine dei dottori nessuno ebbe il mal di pancia.
Ancora adesso, quando i bambini chiedono un altro gelato, i genitori sospirano: “Eh già, per te ce ne vorrebbe un palazzo intero, come quello di Bologna”.
ti è piaciuta ? un abbraccio stefi

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