Storie su Chiara

La storia di una marmocchia raccontata da mamma e papà

 

I fuochi di dentifricio 23 Settembre, 2010

Filed under: Sono nata — Rudi @ 11:32 pm

Ieri sera non mi addormentavo, la mamma era alla riunione della mia palestra e il papy mi ha portato nel lettone e mi ha raccontato delle storie. Mi ha detto che il nonno è guarito e gli ho fatto un po’ di domande sul nonno e sull’ospedale così il papy mi ha raccontato altre storie sull’ospedale e su come si guarisce.

Prima di fare la nanna ho voluto anche io raccontare una storia al papy per ringraziarlo, l’ho guardato dritto negli occhi, ho alzato il ditino indice e gli ho raccontato di un giorno che lui non c’era e con la mamma abbiamo visto i fuochi di dentifricio! Io avevo un po’ paura ma poi mi è passata perché sono belli i fuochi di dentifricio!

Poi il papy mi ha riportato nel mio lettino e ho fatto la nanna.

 
 

Papà Gatto

Filed under: Favole — Rudi @ 11:17 pm

Questa è una favola che ci siamo inventati io e il papy prima di fare la nanna. Lui iniziava a raccontarmela, poi si fermava e io continuavo. Ogni tanto diceva “ad un certo punto….” e io mi inventavo quello che seguiva.

Non è che la favola sia sempre uguale, più o meno ogni giorno aggiungiamo qualcosa. Alla fine è diventata una favola un po’ affollata. Comunque questa è la favola di Papà Gatto.

Papà Gatto è un gattone grosso e simpatico con la testona grande, le orecchione grandi e i baffoni lunghi. E’ un po’ grigiolino e un po’ beigeolino, assimiglia un po’ a Chili. Tutto il giorno gioca nel prato, si arrampica sugli alberi, corre nel bosco e ogni tanto va a fare un giro al lago. La sera Papà Gatto va a fare la nanna nell’armadio in camera di Chiara. Piano piano apre l’anta dell’armadio e scivola dentro al buio, si trova un posticino comodo e si mette a fare la nanna. Papà Gatto russa parecchio.

Di solito, anche se all’inizio della favola non c’era, con Papà Gatto c’è anche Chiara Gatto. Chiara Gatto è tutta rossa, come Cayenne.

Quella sera Papà Gatto e Chiara Gatto vanno a dormire nell’armadio e dopo un po’ è tutto un russare.

Mentre dormono e russano, ad un certo punto … arriva Coniglietto Bello. Coniglietto Bello è un coniglietto tutto bianco, morbido e batuffoloso. Ha le orecchie bianche, la coda bianca tutta pelosa, le zampine bianche, la schiena bianca, la faccia bianca e il nasino … rosa. Non è proprio rosa, è bianco ma la punta è rosa. Come Cayenne.

Coniglietto Bello ha deciso di dormire nell’armadio ma non sa che c’è già qualcuno. Si infila piano piano nell’armadio e quando al buio sente russare si blocca di scatto. Papà Gatto lo sente e dice “chi sei?”. Coniglietto bello è un po’ spaventato e dice “io … io veramente … non volevo disturbare, sono Coniglietto Bello … pensavo non ci fosse nessuno, adesso vado … vado via subito”. Ma Papà Gatto e Chiara Gatto si spostano e gli fanno un pochino di posto così anche Coniglietto Bello può mettersi a dormire.

Dopo un po’ sono in tre a russare ma ad un certo punto … arriva Topino Dispettoso. Topino Dispettoso è un topino piccolo piccolo e tutto grigio. E’ silenziosissimo e si diverte a fare i dispetti. Lui si avvicina piano piano senza farsi sentire e all’improvviso .. zac! .. ti dà un morsettino. Quella sera Topino Dispettoso si infila silenzioso nell’armadio e mentre Papà Gatto dorme …. rooonf … rooonf … roonf .. zac! gli piazza un morsetto. Papà Gatto fa un po’ di versi e quasi si sveglia, poi però ricomincia a russare … roonf .. roonf. rooonf .. zac! un altro morsetto. Papà Gatto si agita ancora mentre Topino Dispettoso ride sotto ai baffi. Al terzo morsetto però Papà Gatto si sveglia e gli dice con calma “Io adesso ti mangio!”. Topino dispettoso incomincia a tremare terrorizzato e dice “scusa, scusa, scusa, io .. volevo solo fare un dispettuccio”. “No, lo mangio io!” dice Chiara Gatto, ora è lei che ride sotto ai baffi ma Papà Gatto risponde “no! lo voglio mangare io!”, “no io!”, “ho detto che lo mangio io!”. Topino Dispettoso è sempre più spaventato e dice “no, vi prego, non sono cattivo, sono solo un po’ dispettoso, non lo faccio più lo prometto!!!!”. Allora Papà Gatto, Chiara Gatto e Coniglietto Bello fanno un posticino e Topino Dispettoso si può mettere a dormire insieme a loro.

Dopo un po’ sono in quattro a russare ma ad un certo punto …. arriva il Mostro Verde. Il Mostro Verde è un mostro tutto verde e brutto che si diverte sempre a spaventare gli altri. Lui si avvicina quatto quatto e poi all’improvviso fa una faccia bruttissima e un grido spaventevole per spaventare tutti e farli scappare, poi li guarda mentre corrono via terrorizzati e si mette a ridere. Il giorno dopo al bar lo racconta agli amici e si fanno quattro risate. Quella sera il Mostro Verde ha visto un po’ di gente entrare nell’armadio e, fregandosi le mani, ha deciso di spaventarli tutti. Si avvicina piano piano, appoggia la mano all’anta dell’armadio, si prepara la faccia più brutta che riesce a fare, spalanca la porta dell’armadio e fa il grido più spaventevole mai sentito. UAAAAAAAAAAAAAAAARGHHH!

Topino Dispettoso è terrorizzato, ha gli occhi che gli escono fuori dalle orbite! Coniglietto Bello è paralizzato dalla paura e si fa la pipì addosso. Chiara Gatto ha tanta paura e si nasconde come può sotto ad una maglietta di Chiara che è lì nell’armadio. Papà Gatto guarda il Mostro Verde e dopo un po’, con molta calma e con un tono di voce basso ma deciso, dice: “VAI .. VIA!”. Il Mostro Verde si blocca e non sa più cosa fare. Non gli è mai capitata una cosa del genere, di solito tutti si spaventano a morte e poi scappano via, nessuno gli ha mai parlato in quel modo. Non sa proprio come reagire e rimane fermo lì a bocca aperta. Intanto Papà Gatto socchiude un pochino gli occhi per fare la faccia cattiva e, alzando il tono di voce ripete: “VAI .. VIA!!!!!!”. Il Mostro Verde si gira e incomincia a correrre a zampe levate (tutte e otto) … cataclomp, cataclomp, cataclomp, corre come un matto e sparisce all’orizzonte. Non lo vedrà mai più nessuno.

A questo punto Topino Dispettoso ricomincia a respirare e gli occhi riprendono la dimensione normale, Coniglietto Bello prova a darsi una ripulita, Chiara Gatto esce dal suo nascondiglio e Papà Gatto sta già russando.

Dopo un po’ dentro l’armadio è di nuovo tutto un russare, ma ad un certo punto … arriva la Mamma. La Mamma ha quattro biberon, apre l’anta dell’armadio e dà un biberon grande a Papà Gatto, uno un po’ più piccolo a Chiara Gatto, uno piccolo a Coniglietto Bello e uno piccolissimo a Topino Dispettoso. Tutti prendono il bibe con due zampine e iniziano a ciucciare .. sluuurp .. sluuurp … sluuuuuuuuuurp. Quando il bibe è vuoto Chiara Gatto molla la tettarella, guarda bene il bibe per controllare se è veramente vuoto, lo scuote un pochino, prova a dare un’ultima ciucciata per conferma e poi porge il bibe vuoto alla Mamma. La Mamma prende i quattro bibe e dà un bacino a Papà Gatto, un bacino a Chiara Gatto, un bacino a Coniglietto Bello e un bacino a Topino Dispettoso, chiude l’anta dell’armadio e va via.

Ora finalmente possono tutti rimettersi a fare la nanna e questa volta per tutta la notte.

 
 

Lo zucchero filato

Filed under: Sono nata — Rudi @ 10:40 pm

Con papy e mamy siamo andati alle giostre e papy mi ha detto che mi avrebbe fatto assaggiare lo zucchero filato. Io gli dicevo “mi piace lo zucchero filato!” e lui mi diceva “ma se non lo hai mai assaggiato!”.

Quando l’ho visto mi è sembrato strano e non volevo assaggiarlo, allora il papy mi ha fatto vedere che si poteva mangiare e gli ho chiesto “ti piacciono i peli?”.

Poi, prima che il papy se lo finisse, ho deciso di assaggiarlo. Ho iniziato a leccarlo e mi è piaciuto, alla fine ne ho anche mangiato un pochino ma poi l’ho lasciato al papy perché volevo andare sul bruco.

 
 

L’uccellino Gino 9 Settembre, 2010

Filed under: Favole — Barbara @ 3:40 pm

C’era una volta un uccellino che si chiamava Gino che aveva 2 fratelli: Pino e Lino.

Pino era tutto nero con gli occhi scuri e Lino era besciolino (come Chili) e aveva anche lui gli occhi scuri. Invece Gino era grigio e aveva gli occhi chiari quindi portava gli occhiali da sole. Pino e Lino però lo prendevano in giro dicendo: porti gli occhiali da sole gna gna gna. Cosi’ Gino ci rimaneva male. Un giorno Gino decide di andare in giro senza occhiali da sole ma c’era molto sole cosi’ doveva strizzare gli occhi e la sera aveva molto male. A letto pensava: ma pensa te se per due stupidi io devo avere male agli occhi. Domani metto gli occhiali da sole e appena li incontro gli faccio una bella pernacchia.

L’indomani quando Gino incontra Lino e Pino, subito lo prendeno in giro e lui gli fa una bellissima pernacchia. Loro che non se lo aspettavano ci rimangono molto male e decidono di andare a comperare anche loro gli occhiali da sole. Appena li indossano corrono incontro a Gino e cosi’ fanno la pace e vanno in giro tutti insieme allegramente!!!